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Riprendiamoci la Memoria
RIPRENDIAMOCI LA MEMORIA
Un progetto di FREE4FUTURE
Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria.
Una memoria monca, malata, strumentalizzata, che finge di ricordare e che invece, anno dopo anno, è diventata una spirale sempre più perversa, in cui gli ebrei non solo sono stati dimenticati, ma sono tornati a essere il simbolo del male. Quel male universale, generale, che decenni di “memoria” istituzionale e autoassolutoria hanno scelto di ricordare, oggi torna a essere l’eterno male dell’ebreo.
La memoria mutilata oggi diventa memoria rovesciata.
Gli ebrei morti di ieri giustificano e alimentano l’odio per gli ebrei vivi di oggi.
Per anni abbiamo scelto di disertare le celebrazioni della memoria, a cui come ebrei siamo ormai estranei.
Per il 27 gennaio abbiamo voluto fare qualcosa di più e di diverso: riprendere questa memoria strappata e rimetterla insieme.
Rimettere al centro del ricordo della Shoah non “il male”, non l’orrore esorcistico e sconfitto del nazismo, ma l’odio contro gli ebrei in carne e ossa, che attraversa i secoli e che ha trovato nella Shoah il suo momento più tragico, ma non ultimo.
Un progetto di FREE4FUTURE
Può sembrare paradossale, ma l’antisemitismo che risorge e che attacca oggi nella sua forma più brutale, quella eliminazionista, si nutre anche di memoria.
Una memoria monca, malata, strumentalizzata, che finge di ricordare e che invece, anno dopo anno, è diventata una spirale sempre più perversa, in cui gli ebrei non solo sono stati dimenticati, ma sono tornati a essere il simbolo del male. Quel male universale, generale, che decenni di “memoria” istituzionale e autoassolutoria hanno scelto di ricordare, oggi torna a essere l’eterno male dell’ebreo.
La memoria mutilata oggi diventa memoria rovesciata.
Gli ebrei morti di ieri giustificano e alimentano l’odio per gli ebrei vivi di oggi.
Per anni abbiamo scelto di disertare le celebrazioni della memoria, a cui come ebrei siamo ormai estranei.
Per il 27 gennaio abbiamo voluto fare qualcosa di più e di diverso: riprendere questa memoria strappata e rimetterla insieme.
Rimettere al centro del ricordo della Shoah non “il male”, non l’orrore esorcistico e sconfitto del nazismo, ma l’odio contro gli ebrei in carne e ossa, che attraversa i secoli e che ha trovato nella Shoah il suo momento più tragico, ma non ultimo.
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